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VALORI CRISTIANI PROBLEMATICHE

LE DONNE E I LORO VALORI CRISTIANI


ARTICOLI

Testimonianza della sorella Beatrice Palmisano 

Mi chiamo Beatrice Palmisano e sono nata a Castrovilla (Co) il 02/05/1931. Attualmente vivo a Palagianello (Ta). La mia conversione risale all’anno 1948.

 Ero una cattolica fervente, ed ero  molto contraria agli evangelici, tanto da non avvicinarmi nemmeno ai miei vicini di casa, che erano evangelici ed insieme ad altri fratelli e sorelle si riunivano in casa per pregare e leggere la Bibbia.

Una sera insieme ai miei amici decidemmo di andare ad orecchiare dietro la loro porta  per beffarli, ma  una sorella avendo sentito dei rumori, aprì la porta e ci disse: “Perché ci beffate? E ci invitò ad entrare. Noi accettammo l’invito per sfidarli ma loro incominciarono con tanta dolcezza a parlarci dell’Evangelo. Osservando quella stanza e non vedendo nessun immagine sacra dissi: “Come fate a pregare senza la presenza di qualche immagine sacra? Alla loro risposta proferii: “Piuttosto preferisco andare all’inferno che essere come voi”. Rimanemmo comunque a pregare con loro ma secondo le nostre usanze. Presi in mano la medaglina che avevo al collo e incominciai a dire: “Madonna mia perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Non appena ebbi finito di dire quelle parole, avvertii la sensazione di una mano che mi toccava la spalla e una voce che mi diceva: “Figliuola mia dammi il tuo cuore e conoscerai la mia Gloria”. Rimasi molto presa da ciò che mi era successo e dissi ai miei amici che volevo ritornare a casa. Il Signore continuò a parlarmi quella notte, infatti in sogno mi rivelò il passo biblico in Matteo 23: 9 “Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre perché uno solo è il Padre vostro quello che è nei cieli”. Io non conoscevo la Bibbia. Quella stessa mattina andai dalla mia vicina evangelica e le chiesi se nella Bibbia c’era quel passo del sogno. Lei prese una Bibbia e me la diede dicendomi: “Và a casa e leggila, ma sappi che è un libro sacro perciò vedi di non strapparla”. Tornando a casa e sfogliando la Bibbia mi meravigliai di trovare l’esatto versetto biblico che il Signore mi rivelò in sogno e capii che il Signore si stava facendo conoscere nella mia vita. Infatti il Signore si rivelò per una seconda volta sempre tramite un sogno e da lì ebbi la conferma della verità. Incominciai ad avere una vita di preghiera leggendo e meditando la parola di Dio e il Signore mi parlava e mi istruiva e cominciò così il mio cammino della fede. Dopo un po’ di tempo il Signore mi battezzò con lo Spirito Santo, e anche se ci sono state tante persecuzioni dalla mia famiglia, io sono rimasta sempre fedele a Dio che mi dava la vittoria in ogni cosa.   

 

 

 

 

 

Rosaria Martino (L'amore di Gesù ha alleggerito il mio peso e risolto il mio problema)

 

Avete mai provato, direttamente o indirettamente, l’assillo dell’incertezza per il futuro della vostra vita? .... Il mio è incominciato nell’età dell’adolescenza quando scoprii che avevo una disfunzione ormonale che andava curata con dei medicinali, ma che si sarebbe risolto nel momento in cui mi sarei sposata con gran certezza dei medici.

Ma il mio affanno incomincia proprio con il mio matrimonio.

Fu ad agosto che io e mio marito celebrammo il nostro matrimonio, e nello stesso mese in una riunione di culto a Roccamonfina, il centro evangelico estivo, il Signore si fece conoscere nella Sua grande bontà e soprattutto mi assicurò che si sarebbe preso cura di me mostrando il Suo grande Amore nel corso della mia vita.

Dicevo che il mio problema  fisico si sarebbe risolto con una vita matrimoniale attiva, ma cosi non fu. Tante volte da piccola sognavo la mia famiglia con una casa mia, un marito da poter amare e soprattutto dei bambini. Ma quando questo sogno che ti ha accompagnato per una vita te lo strappano, come si fa con un foglio inutile che non servirà più a niente, ti senti morire.

Cosi fu strappato dal mio cuore il  sogno di una vita, quando il mio ginecologo mi disse che non potevo avere figli se non mi sottoponevo ad una costante cura medica. Pensavo, in quel momento, quanto era stato bugiardo il mondo della medicina, mi aveva assicurato che con il matrimonio avrei smesso di sottoporre la mia vita a continui farmaci per stare bene, eppure per conquistarmi la felicità di una famiglia dovevo continuare ad ingerire farmaci, vedere medici e sperare in qualcosa che forse non si sarebbe mai realizzato.

Ed ecco che incomincia la mia salita verso una porta che desideravo aprire, dove avrei provato l’emozione di stringere, coccolare ed amare un bambino mio. I giorni passano, trascorrono anche i mesi e tutto sembra non avere un esito positivo, ed in questi momenti c’era chi mi diceva che dovevo continuare per questa strade ed avere pazienza e chi invece mi suggeriva di smettere tutto e mettere tutto nelle mani del Signore e aspettare la Sua risposta.

Io non sapevo cosa fare ed un giorno presa dallo stress dei medicinali mollai tutto e decisi che avrei aspettato l’intervento del Signore.

A volte si pensa con la propria mente e si fa quello che ci conviene, nascondendoci dietro la pura verità, tra l’altro, confidare in Dio è l’unica via da seguire, ma mentre facciamo questo abbiamo dimenticato un passaggio importante ed è quello che non abbiamo chiesto a Dio se quello è il Suo volere. Ed è proprio quello che ho fatto, infatti cominciai a non stare bene, di continuo avevo giramenti di testa, la vista cominciò mano, mano ad abbandonarmi... invece di migliorare, peggioravo.

Il Signore sa come riparare a tutto, è sempre stato un bravo maestro in questo e sempre lo sarà, Egli non ti lascia alla deriva nei tuoi errori, anche se il vento ti è contrario per la conseguenza delle tue scelte Lui ti dice: “State di buon cuore... non temete”. Ed è proprio in un culto che il Signore riprese la mia vita per la scelta stupida che avevo fatto, Lui mi esortò a prendere cura del mio corpo perché al Suo ritorno io gliene dovevo rendere conto, e se “prendere cura del mio corpo” significava ricominciare a prendere i farmaci io ero in obbligo verso Dio a farlo. Cosi feci restando ubbidiente alla riprensione di Dio , e cominciai a stare meglio.

Sapete non mi bastava più stare bene, ora avevo bisogno che quel sogno da bambina  si realizzasse, ora volevo un  figlio ed ogni giorno che passava cresceva sempre di più la bramosia di un bambino in me, e non passava momento che io non lo chiedessi a Dio. Incominciai la cura per avere un bambino, aspettai mesi prima di vedere il risultato di questa cura, anche se è la medicina che ti aiuta, tutto rimane sotto il controllo supremo di Dio. Poi un giorno mi dissero che aspettavo un bambino, una gioia invase la mia vita, la felicità che si prova non si può paragonare a nessuna altra cosa, ma questa felicità piano, piano cominciò ad allontanarsi dalla mia vita, non mi sapevo spiegare il perché, mi domandavo che mi stesse succedendo, quante notti passate a pregare per avere un bambino ed ora che c’era io non ero contenta, non sentivo quella felicità mia. Dopo un po’ capii il perché... persi il mio bambino. Dio sa i momenti giusti per darci quello che il nostro cuore desidera. Perché darmi il bambino e poi perderlo?, Perché subire un dolore del genere? Perché provare tanta tristezza? Queste poi furono le domande che affollavano la mia mente, di continuo giorno dopo giorno.

Decisi di affrontare di nuovo tutto, mesi di cure, visite mediche e tutto quella prassi curativa che gia avevo affrontato, ma questa volta risultò tutto più difficile perché il mio problema si era aggravato ed avevo bisogno di medicinali più forti.

Ad agosto ritornai a Roccamonfina, di nuovo lì il Signore parlò alla mia vita, mi esortava a “lasciare tutti ai piedi della croce”... sulla croce Lui portò i miei dolori, alla croce Lui portò le mie difficoltà, le mie malattie, i miei limiti su quella croce ha riscattato la mia vita riacquistandola in Eterno. Quante volte avevo ascoltato quella frase, ma quella sera stanca e sofferente lo feci realmente, abbandonai tutte le mie angosce gridando al Signore “sia fatta la tua volontà”.

Ritornai a casa provando una sensazione strana, avevo la certezza che nella mia stanza da letto ci fosse una culla, strana da capire ma io la sentivo, la vedevo eppure non c’era. A metà  settembre il dottore mi disse che dovevo smettere la cura per non rischiare un’ intossicazione di medicinali perché era gia da tempo che me ne somministrava, cosi decise di farmi fare un esame speciale che avrebbe rivelato in anticipo se aspettavo un bambino. Fatto l’esame usci negativo. Ma la certezza che Dio avevo messo nel mio cuore ed in quella di mio marito che io fossi incinta non svanì avendo letto quell’esito. Il miracolo di Dio nella mia casa c’era anche se noi non lo vedevamo, infatti dopo una settimana ho rifatto lo stesso esame e il risultato era positivo. Forse tu che leggi starai pensando ad un errore di laboratorio io invece ti assicuro che  so che Dio voleva mettere alla prova la fede mia e di mio marito, noi crediamo ai miracoli e non dubiteremo mai di questo.  La fede posta in Dio aveva fatto si che io fossi incinta, ma le problematiche ecco che si presentavano di continuo, il medico mi diceva in continuazione che al 99% avrei perso questa gravidanza, ed ecco che i dubbi cominciarono ad infiltrassi nella mia mante. Ancora una volta il Signore mi parlò, leggendo il capitolo di Samuele dove viene descritta la storia di Anna che ebbe il suo bambino in risposta a fervide preghiere, infatti nel racconto è scritto :”Pregai per avere questo bambino, il Signore mi ha concesso quello che gli avevo domandato.” (1Samuele 1:27).

Con la prima ecografia il medico dovette ricredersi tutto procedeva per il meglio, non ci sarebbe stato nessun aborto, vide un sol bambino in quella ecografia ma la stessa notte feci un sogno: io ero in ospedale per un controllo entro in una stanza dove c’era un dottore con un camice di un bianco candido ad aspettarmi, in questa stanza c’era anche un grande tavolo rettangolare che divideva me dal dottore alle sua estremità in piedi io cominciai a raccontargli tutto quello che riguardava la mia gravidanza, ma avevo l’impressione che questo dottore non aveva nessun interesse a quelle che erano le mie preoccupazioni, ad un certo affermò : “Ma lo sai che sono in due?, te lo dirà anche il tuo dottore!” aprì la porta della stanza e andò via

Andai a fare la seconda ecografia ed il ginecologo facendo questa visita rimase molto tempo a controllare quello che vedeva, era molto attento e non mi parlava faceva molte espressioni con il viso, trasmettendomi tante paure, ma ad un tratto mi affermo che erano due, quel sogno fatto giorni fa si fece realtà in quel momento ed una felicità inaspettata ma profonda e sincera invase la mia vita.

Con questa gravidanza il Signore è andato al di là delle mie aspettative ogni minimo particolare è stato esaudito desideravo due maschietti, uno dei quali avrebbe avuto i capelli rossi e questo è avvenuto.

Nella Sua parola il Signore dice “Chiedete e vi sarà dato...(Matteo 7:7), questa è una delle meraviglie che Cristo ha compiuto per me, le difficoltà sono immense, i dubbi sono numerosi ma tutto può essere placato se affidiamo a Dio tutta la nostra vita. Nelle Sue mani doniamo il nostro futuro i nostri desideri e le nostre speranze, lui se ne prenderà cura non ci lascerà mai con l’amaro in bocca, Lui che può ogni cosa potrà alleggerire il tuo peso e risolvere il tuo problema. Ti auguro di incontrare Dio nella tua difficoltà, Egli è il solo che può aiutarti.

Martino Rosaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNA : Una donna che ha visto la potenza di Dio all’opera

 Moglie di Elcana, un uomo di Ramatin-Sefin, il quale aveva due mogli Peninna ed Anna. Peninna aveva dei figli mentre Anna era sterile, ogni anno Elcana andava a Silonh per offrire sacrifici a Dio e con lui portava la sua famiglia. In questa occasione presentava i suoi figli a Dio e Peninna non mancava mai di umiliare Anna poiché era sterile, che piangeva e non mangiava più.

Questa donna aveva l’amore del marito, infatti Elcana, in occasione del sacrificio, diede ad Anna una parte doppia (I Sam.1:5), ma la sua tristezza era grande perché era sterile.

In Israele essere sterili era una gran vergogna, poiché non si poteva dare discendenza al proprio marito e ciò voleva dire non lasciare eredi a quella famiglia. Essere sterile le provocava tanto dolore, poiché non vi era frutto in lei, e si sentiva come una pianta secca che neanche l’amore del marito poteva far rivivere.

Allora Anna va da colui che solo poteva risolvere il suo problema, alleviare il suo dolore il Dio Altissimo. Andò al tempio e si prostrò davanti a Dio confessandogli tutto il suo dolore e fece un voto: se Dio avrebbe risposto alla sua preghiera donandogli un figlio lo avrebbe consacrato a Lui lasciandolo nel tempio per sempre.

La preghiera e consacrazione di Anna trovarono risposta Dio gli diede un figlio che chiamo SAMUELE che vuol dire “ESAUDITO DA DIO”.

Dopo averlo divezzato Anna lo presentò a Dio e lo lasciò nel tempio in custodia al sacerdote Eli.

Anna ebbe fede nel Signore e Samuele divenne un grande sacerdote e profeta così grande che la sua fede ed ubbidienza a Dio sono arrivati fino a noi.

Allora Anna pregò davanti alla presenza di Dio e pronunciò il cantico scritto nel cap. 2 della II Sam che è un canto di lode al Signore che celebra la Sua potenza e misericordia nella liberazione. Tanto profondo di riconoscenza e di amore verso Dio che viene paragonato a quello di Maria, madre di Gesù, che è scritto in Luca 1:46-56.

Ancora oggi Dio è potente da fare tali miracoli, se ci si accosta a Lui con vera fede per chiedere il Suo intervento.

Non c’è niente che Lui non possa fare (Mat. 19:26 – Mr. 10:27).

 

 

 

 

SARA : La donna che riconobbe il Dio dell’impossibile

 

Sara significa Principessa. Fu moglie di Abramo, più giovane del marito di 10 anni, lo sposò ad Ur de Caldei (Gen.11:29-31) Era molto bella e sottomessa a suo marito, non obbiettò nulla quando Abramo lasciò il paese dove era nata, lasciò le sue comodità per andare in un posto sconosciuto ad un ordine dato da un Dio a lei sconosciuto.

Sarai era sterile e all’età di 75 anni ormai avanti negli anni pensò di essere d’ostacolo al compimento della promessa che Dio aveva fatto ad Abramo, e cioè che egli avrebbe avuto per volontà Sua, una discendenza. Per cui persuase suo marito a prendere come sua seconda moglie la sua serva egiziana Agar, che in tal modo avrebbe provveduto una discendenza ad Abramo. In base ad una legge Ebraica  il figlio concepito dalla serva della sposa era considerato a tutti gli effetti come figlio proprio.

Abramo ascoltò la voce di Sarai e si unì ad Agar ed ella partorì un figlio che chiamò Ismaele (Gen.16:1-16). Sara iniziò subito a pagare le conseguenze della sua decisione affrettata, infatti Agar avendo partorito un figlio ad Abramo, iniziò a guardare con superbia la sua padrona provocandone una dura reazione che costrinse la serva a scappare (Gen.16).

All’età di 90 anni ebbe la promessa da Dio che avrebbe partorito un figlio il cui nome sarebbe stato ISACCO (che vuol dire RIDERE) Ebr.11:11-12; Rom.4:17-22). Quando Dio gli fece questa promessa gli cambiò il nome da Sarai in Sara che vuol dire Principessa (Gen. 17:15-22).

Dimostrò mancanza di fede anche quando gli angeli chiesero di lei ed ella uscì dalla sua tenda, ascoltò ciò che dicevano, sorridendo di incredulità, quando sentì che lei avrebbe partorito un figlio pur avendo ormai 99 anni.

Gli uomini continuavano a rimanere seduti voltando la schiena alla tenda di Sarai, ebbe l’impressione di non essere stata notata,  rimase solo con i suoi pensieri.

Il sorriso di Sarai si spense di colpo, sentì che i suoi pensieri inespressi venivano formulati in parola. L’uomo chiese: “perché Sarai ha riso dicendo:Potrò davvero partorire un figliuolo mentre sono vecchia?” e subito proseguì con le solenni parole: “c’è forse qualcosa di impossibile per il Signore?”.

Il Signore? Sara ancora non si era resa conto che l’uomo che parlava era Dio, che era venuto per lei, per rinnovare la Sua promessa. Sarai negò, ma dentro di se chiese perdono e ringraziò Dio per il grande dono che gli aveva fatto.

Sarai partorì Isacco, e questo fu di grande benedizione per Abramo. Quando arrivò il periodo dello svezzamento gli Ebrei avevano l’usanza di fare una festa, durante la quale Sara vide che Ismaele si prendeva gioco di Isacco e volle con forza che Abramo mandasse via Ismaele ed Agar (Gen.17:9-21).

Dio confermò ad Abramo che era una cosa buona poiché dai due discendenti sarebbero nate due nazioni.

Sarai non si era resa conto delle conseguenze del suo modo di agire, non chiese consiglio a Dio per le sue decisioni, provocò solo odio nel cuore di Agar per lei. Odio che tutt’ora incombe sui due popoli che ancora oggi si fanno guerra.

Sara morì a kiriath-Aba all’età di 127 anni e fu sepolta nella spelonca di Malpela, che Abramo comprò per farne il sepolcro di famiglia.

Sara non fu una donne completamente rivolta a Dio, nella sua storia abbiamo notato che almeno due volte agì di testa sua, ma in onore ad Abramo suo marito potè concepire un figlio in veneranda età.

Oggi è impossibile, secondo la scienza, anche perché ci sono donne molto più giovani che non riescono ad avere figli. Ma che tu sia giovane o anziana Dio ha il potere di fare miracoli ancora più potenti di questo citato nella storia, devi solo credere che Egli è il Creatore di tutto, quindi PUO’ TUTTO.

 

 

 

 

Marie Loise Jasmin    

“Signore ti affido le                della mia vita”

 

 

 Mi chiamo Loise vengo da Haiti, ho conosciuto il Signore nel 76’ ma già avevo sentito parlare spesso di Lui da  mia nonna con la quale ho vissuto  fino all’età di 9 anni, poiché mia madre era  malata.  Quando mia madre venne a prendermi sono passata da una vita vissuta alla luce degli insegnamenti di Cristo, a quella che conduceva lei che non era convertita.

Eravamo in 11 in famiglia, mia madre era commerciante ed era sempre in giro, nonostante fossimo tanti in quella grande casa io mi sentivo sola. Era a mio agio solo con mia zia, la sorella mia madre, che era mia coetanea. Quando tutti uscivano per lavorare noi restavamo in casa sole e giocavamo. Ma dentro di me c’era sempre un vuoto. Quando la zia si sposò, andò in America ed io  rimasi di nuovo sola. Fu in questo periodo che sentii il Signore che mi cercava, il seme che mia nonna aveva messo in me era vivo e stava mettendo radici. All’insaputa di mia madre iniziai a frequentare una chiesa e all’età di 24 anni feci la mia decisione per il Signore. Andai ad un raduno di preghiera e digiuno in un luogo chiamato “monte Sion”, ancora non avevo dato il cuore a Lui ma ci andavo con i miei nonni. In questo culto particolare il Signore letteralmente mi chiamò usando il pastore e fu così potente la chiamata che non potei tirarmi indietro, era il 28 luglio del 1976.

Quando mia madre seppe che mi ero convertita mi cacciò di casa poiché non voleva protestanti in casa sua e andai a vivere in casa con i figli di mia zia, Nei primi quindici giorni però (in attesa che arrivassero i soldi che lei mi spediva per l’affitto di questa casa)  io andavo di nascosto a casa mia. Dopo la mia giornata di lavoro mi intrufolavo dalla porta di servizio e salivo nella mia camera e dormivo sotto il mio letto per evitare che la mamma, entrando, mi potesse vedere.

Ricordo amaramente quei giorni, per me fu terribile vedere mia madre da lontano e non potergli parlare, per 8 anni mi ha rifiutata anche se per la strada la salutavo lei strillava per far vedere a coloro che erano intorno che disprezzava i protestanti. Non ho mai provato rancore nei suoi confronti, non potevo, avevo solo lei e la mia preghiera era che il Signore la salvasse. Ciò che dava conforto alla mia vita era solo la Sua Parola  “Anche se tuo padre e tua madre ti avessero abbandonata io non ti abbandonerò”.

In tutto questo tempo continuavo a lavorare e a vivere con il Signore, mi sposai con un mio amico dell’adolescenza che divenne in seguito un predicatore della Parola. Da questo matrimonio nacquero delle bambine, ma mia madre non era presente alla mia gioia. Ho vissuto la mia vita solo con le forze che Dio mi dava poiché non avevo più nessuno e nei momenti di crisi andavo a Suoi piedi a chiedere forza e coraggio e Lo pregavo affinché mi mantenesse fedele, poiché non volevo proprio affrontare la vita senza di Lui.

Ma ad un certo punto per motivi economici sono dovuta venire in Italia per aiutare la mia famiglia, era il 1979. Andai  a lavorare a Napoli e poiché ero diplomata in economia domestica subito trovai lavoro a casa di persone che aveva conosciuto ad Haiti. Dopo un anno ritornai al mio paese poiché non trovavo la Chiesa e sentivo troppo la mancanza delle mie figlie e della mia famiglia spirituale. La signora con cui lavoravo mi chiamava pazza poiché affrontavo quel viaggio solo per sapere dove fosse la Chiesa.  Il mio pastore mi diede l’indirizzo di una chiesa a Vico Equense e una lettera da dare al pastore della comunità, così chiamai la signora dove lavoravo e gli dissi che sarei ritornata in Italia poiché avevo trovato la Chiesa. Così ritornai in Italia e vi lavorai per 3 anni e mezzo mandando soldi ai miei. Nell’85 ritornai a casa mia con l’intenzione di per rimanervi per sempre,  ma le cose non andavo bene.

La paga che riuscivo a guadagnare in Italia dava la possibilità alla mia famiglia di vivere bene, mentre ad Haiti nessuno mi avrebbe dato lo stesso compenso così si prospettò un’altra partenza…

Quando ritornai per la seconda volta a casa incontrai mia madre e la salutai ma lei mi respinse, nella nostra cultura non esisteva la disubbidienza nei confronti dei genitori e tanto meno il rispondere, io mi sentivo in colpa perché non riuscivo a dargli il rispetto dovuto, ma lei nel rifiutare me rifiutava anche il mio Signore così gli chiesi perdono per l’offesa che gli avevo arrecata e gli dissi che il mio solo desiderio era quello di fargli conoscere lo stesso Dio d’amore che avevo conosciuto io e che mi avrebbe fatto molto piacere se lei lo avesse glorificato insieme a me.

 Io credevo alla promessa del mio Signore “…credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la casa tua”. Infatti poco dopo, nel’85, andò alla stessa riunione di preghiera dove il Signore mi chiamò e lì anche lei rispose alla chiamata del Maestro. Mia madre divenne un evangelista efficace fino al giorno in cui il Suo maestro gli disse di riposarsi, andava di paese in paese a predicare l’amore di Dio e fino alla fine è stata per me un incoraggiamento. Ci sentimmo il 4 novembre del 2005 e lei mi dette, quella che ho sempre definita, la sua eredità spirituale mi lasciò il Salmo 34 a me caro nei momenti tristi, e mi disse che il Signore gli aveva detto che ora si poteva riposare. Questo accadde il mercoledì, la domenica mi chiamarono per annunciarmi la sua morte. Non è stato facile per  me superare questa prova, avevo vissuto così poco con la mia “nuova mamma” che non mi sembrava vero il fatto che fosse morta, la prova da superare non era facile, di giorno sembravo felice di notte era un pianto continuo per mia madre, ma anche in questo il Signore è stato fedele!

Una notte il Signore mi disse di non piangere più poiché la mia mamma era con Lui e così il mio cuore si calmò e io smisi di piangere per quella mamma persa e poi ritrovata.

Ritornando al mio ultimo ritorno a casa,  quando si prospettò una nuova partenza, il mio cuore si rattristò e non volevo andarmene di nuovo così si pregò per me e il pastore prima della preghiera lesse un passo di Geremia 29:11-13 “Poiché io so i pensieri che medito per voi, dice l’Eterno: pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi mi invocherete, verrete a pregarmi e io v’esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; e io mi lascerò trovare da voi dice l’Eterno”  il Signore mi disse di partire senza timori perché sarebbe stato con me e piangendo di gioia lo ringraziai per la sua fedeltà e per la cura che aveva per me.

Chiamai la signora e gli dissi che sarei ritornata, anche perché ad Haiti vi fu un colpo di stato ed era pericoloso restare, così partii, ma per mia grande delusione mio marito non volle lasciare i suoi impegni e rimasi sola in Italia.

Frequentavo assiduamente la Chiesa di Secondigliano e quando non potevo scendevo sulle mie ginocchia e pregavo il Signore che per me è stato tutto, marito e madre. E’ stato difficile accettare di vivere senza di Daniele ma il Signore mi ha dato al forza di pregare per lui.

Nel 1990 il Signore mi fece una promessa in proposito alle mie bambine che mi mancavano molto, mi disse che le avrebbe fatte venire da me, tutti mi dicevano che era impossibile,  ma il mio Dio è il Dio dell’impossibile, mi promise che le avrebbe fatte venire e a Marzo del 1991 tutte e tre le mie figlie vennero in Italia. Ma il Signore rispose troppo in fretta alla mia richiesta poiché volevo prima trovare una casa adatta per loro poiché vivevo con una mia parente in una stanza nella sua casa. Ci stringemmo tutte e quattro in quella stanza e le mie figlie abituate a stare in una grande casa con cameriere si sentivano come in una prigione, così mentre loro dormivano io, ai piedi del letto, pregavo il mio Padre celeste che mi provvedesse una casa vicino alla chiesa perché volevo che loro crescessero insieme ai miei fratelli in Cristo. Non mi fece aspettare molto. Un giorno il Signore mi spinse a prendere un giornale di annunci dove lessi che ad Afragola in via Delle Marche vi era una casa in affitto, non sapevo dove si trovava questo posto ma andai insieme a mia sorella Carol. Andammo in cerca prima del paese e poi della casa, pregavo nel mio cuore che si potesse trovare vicino ad una Chiesa e così fu, il mio Signore aveva previsto tutto anche chi dovevo incontrare…

Ci fermammo nella zona dove attualmente si trova la Chiesa, chiedevo al Signore la guida, chiesi informazioni ad una signora riguardo alla casa e alla sua proprietaria,  sentendomi attratta in un modo particolare da quella donna, alla fine le chiesi se conosceva i fratelli della chiesa e lei mi disse di essere la moglie del pastore, il Signore mi fece incontrare la sorella Maria Larino. Così venni ad abitare in questa casa, anche se piccola, era la nostra casa. Le mie figlie erano abituate ad abitare in una casa più spaziosa così parali al mio Padre nel cielo per una casa più grande, un giorno passando per il corso vidi l’insegna “AFFITTASI” per un bel appartamento e dissi alla mia amica che per fede un giorno avrei abitato in quella casa e così accadde. Nel 1996 entrammo in quell’appartamento dove abitiamo tuttora.

Questi sono solo alcuni dei miracoli che il Signore ha compiuto nella mia vita, la sua protezione e la sua guida sono state, e sono il più grande miracolo da quando gli ho affidato le chiavi della mia vita è stato duro andare avanti ma con Lui ho avuto la vittoria e posso dire “ fin qui il Signore mi ha soccorso”.

                             

                                                                                                Marie Loise Jasmin  

 

 

 

 

 

LIDIA

(Atti 16:14-15,40)

 

Lidia è un personaggio famoso per la sua disposizione verso Dio, era una donna capace e agiata in quanto commerciante di porpora. La sua personalità è degna di nota, e la sua costanza può essere di esempio per ogni credente.

La incontriamo nel libro degli Atti degli Apostoli al capitolo 16 nei versi 14,15 e 40 quando Paolo e Sila  arrivarono a Filippi, dove soggiornarono alcuni giorni, un sabato andarono fuori la porta della città e nei pressi del fiume si misero a parlare con delle donne che stavano lavando il bucato e tra queste c’era anche Lidia.

Lidia era una proselita giudea, quindi una donna molto religiosa che praticava la sua fede con sincerità. Ascoltava Paolo e Sila ma si rendeva conto che l'oggetto della loro predicazione era qualcosa di nuovo, che suonava diverso da ciò che lei era abituata a sentire, ma non si ribellava, anzi le sembrava tutto tanto valido, che accettò subito il messaggio che quei due uomini gli stavano portando. Era tanto presa da questa nuova fede che non fece opposizione neanche quando gli presentarono le verità Evangeliche più difficili da accettare, ma umilmente si prostrò davanti alla grandezza del Signore e fece subito il suo patto con Lui battezzandosi.

Il seme ricevuto portò subito il suo frutto poiché divenne una testimone efficace e coraggiosa, decisa a portare ad altri la grande notizia che le era stata data. Nella sua casa si riunivano i credenti per fare il culto al Signore e quando gli Apostoli furono imprigionati ella continuò a predicare la Parola di Verità incurante dei pericoli che avrebbe dovuto affrontare se scoperta.

Dal profilo di Lidia possiamo apprendere che per vivere una vita cristiana al 100 per 100 bisogna essere arresi nelle mani del Signore ed essere costanti nella preghiera. La storia biblica di questa donna è breve ma racchiude tutta  l’amore e la perseveranza nell’attendere al servizio del Suo Maestro.

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

LA DONNA ED I SUOI VALORI CRISTIANI

BIOGRAFIE
  • Ricette 
TESTIMONIANZE DELL'OPERA DI CRISTO:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
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Aggiornato il: 19-10-07.